QUANTO COSTA STERILIZZARE UN CANE O UN GATTO?

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ovariectomia_1Quanto costa sterilizzare o castrare un cane o un gatto? E una gatta? Questa domanda, più che legittima, ce la sentiamo porre continuamente in ambulatorio e più spesso per telefono, su facebook o per email: cerchiamo sempre di essere gentili e di rispondere in modo preciso ed esaustivo, ma riteniamo che il costo, la tariffa, dell’intervento sia solo una delle voci che si deve prendere in considerazione quando si decide di sterilizzare il proprio beniamino di casa.

Quando un veterinario sterilizza un animale il risultato finale è identico (tranne in alcuni casi sfortunati o di malpractice), ma i modi per arrivarci sono diversi: è necessario innanzitutto considerare che la sterilizzazione di una femmina, sia esso cane o gatto, è un vero e proprio intervento chirurgico non di poco conto che prevede una anestesia generale e manovre chirurgiche all’interno dell’addome. L’anestesia generale oggi è molto sicura se si utilizzano le opportune metodiche e gli opportuni monitoraggi: è chiaro che la tariffa di chi utilizza una semplice anestesia generale per via iniettiva rispetto a quella di chi usa una più sicura anestesia gassosa sarà inferiore, così come quella di chi non utilizza monitoraggi, che sono macchine che hanno un costo non indifferente, rispetto a quelli che hanno scelto di investire per la sicurezza ed il benessere degli animali a loro affidati.

L’anestesia, da cui dipende la vita del cane e del gatto, può inoltre essere effettuata da uno dei medici che eseguono l’intervento o da un veterinario apposito che di quella si occupa: un “anestesista” insomma, anche se tale qualifica in veterinaria non esiste, un medico veterinario che si occupa solo e soltanto dell’anestesia, del risveglio e del trattamento del dolore in ciascun animale sottoposto a intervento chirurgico.

Il dolore? Esatto! Proprio il dolore è uno dei nemici dell’anestesia: un proprietario deve perciò tenere presente ed essere informato se sul suo animale verrà effettuata una adeguata terapia del dolore; sembra incredibile, ma anche l’organismo sottoposto ad anestesia generale, e quindi addormentato e incosciente, prova dolore. Una adeguata terapia del dolore quindi tratta anche questo tipo di problema ed il risultato si vede nel periodo di convalescenza che diventa più breve e provoca minor malessere agli animali sottoposti a intervento chirurgico. Per attuare questa terapia del dolore molte sono le metodiche e molti i farmaci utilizzabili: un mix di tutto questo permette un maggior controllo del dolore perioperatorio e postoperatorio e un utilizzo di farmaci in minore quantità e quindi con minori rischi. Molti dei farmaci utilizzati per il controllo del dolore sono però soggetti alla legge sugli stupefacenti e vanno registrati su un apposito registro: è ovvio che potrà utilizzarli solo chi, come noi, emette regolarmente fattura e tiene registrata una cartella clinica aggiornata nel tempo di ciascun animale in cura; chi non li usa potrà permettersi di fare uno sconto sull’IVA (che ahimè incide per il 22%) e sulle tasse che non pagherà.

Da considerarsi anche la struttura dove il proprio animale subirà l’intervento chirurgico: la presenza di una sala chirurgica dedicata e, come minimo dei minimi, di una bombola di ossigeno per eventuali emergenze ci potrà aiutare a scegliere: certo non si può prescindere dalla competenza del medico veterinario, ma questa la diamo per scontata, anche perchè risulta veramente difficile valutarla per chi non è un esperto del settore.

Anche la metodica e quindi la sterilità dell’intervento è importante: effettuare chirurgia in ambienti puliti e in condizioni di sterilità evita il più possibile di avere delle infezioni postoperatorie e anche tutto ciò va garantito dai veterinari che eseguiranno l’intervento; sterilità dei ferri chirurgici utilizzati, dei teli per coprire gli animali, dei camici, dei guanti, dei fili di sutura. Le variabili iniziano ad essere sicuramente numerose.

Ultimi, ma non ultimi, gli eventuali esami a cui sottoporre un cane o un gatto che dovrà venire sterilizzato: a volte sembrano “inutili” e col senno di poi spesso lo sono (anche se è molto utile avere dei valori di riferimento “normali” relativi al proprio animale), ma in quei casi, per fortuna rari, in cui gli esami segnalano un’anomalia permettono al veterinario di modificare o addirittura sospendere l’intervento chirurgico per non far correre rischi inutili al cane o gatto sottoposto alle sue cure.

In sostanza, quanto costa sterilizzare un cane, un gatto, sia esso maschio o femmina? L’unica risposta possibile è: -“dipende”- ma se passerete da noi in ambulatorio vi dedicheremo volentieri del tempo per spiegarvi tutto per bene e prepararvi un preventivo.

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